Diastema

“Diastema” è un termine medico che indica la presenza di uno spazio largo e vistoso tra due denti contigui. Tipico dei denti incisivi superiori, il diastema appare come un grosso buco nero tra i denti, che a seconda dei gusti e della gravità dona dolcezza e simpatia al sorriso, o ne peggiora l’estetica.
Solo di rado il diastema riflette una condizione patologica: il più delle volte, si tratta “semplicemente” di un disturbo estetico di entità paragonabile a quella di un dente storto o di un dente scheggiato. Nonostante quanto affermato, di fatto, il diastema costituisce un problema estetico non da poco: per restituire l’armonia al sorriso sottratta da questo “buco nero”, le uniche soluzioni possibili vanno ricercate nei trattamenti correttivi di ortodonzia o negli interventi di restauro protesico estetico.
Prima di procedere con qualsiasi intervento di chiusura del diastema, è importante ricercare la causa che l’ha generato.
Si ritiene possibile che il diastema si verifichi in presenza di un rapporto impari tra la dimensione dei denti e della mascella. In questi casi ci troviamo di fronte al problema opposto all’affollamento dentale: quando la lunghezza dell’arcata dentaria è eccessiva e i denti troppo piccoli, questi ultimi non riescono ad occupare tutto lo spazio disponibile.
Un’altra causa di diastemi va ricercata nella lunghezza e nello spessore del frenulo gengivale, il sottile lembo di tessuto che collega le labbra con la mucosa alveolare. Quando il frenulo gengivale è molto pronunciato e presenta un’attaccatura molto bassa, la sua inserzione fibrosa può ostacolare la tendenza all’avvicinamento spontaneo degli elementi dentali (incisivi).
Nei bambini piccoli, pare che la cattiva abitudine di succhiarsi il pollice possa in qualche modo contribuire alla formazione di diastemi nei denti da latte.
La presenza del diastema nella dentatura decidua (o da latte) può considerarsi un evento fisiologico: difatti, il “vuoto” tra due dentini decidui dev’essere interpretato come una riserva di spazio per l’eruzione dei denti permanenti (dopo la caduta dei denti da latte).

Inoltre sia la presenza di cisti dentali follicolari o radicolari, sia il mancato/scarso sviluppo degli incisivi laterali sembrano in qualche modo impedire od ostacolare ai denti di rimanere adesi l’uno all’altro.

Nonostante il diastema rifletta in genere un disturbo prettamente estetico, la sua presenza in una dentatura permanente può costituire, in alcune circostanze, un potenziale danno parodontale nella zona incisiva. L’assenza di una superficie di contatto tra due denti vicini predispone al rischio di traumi sulla papilla interdentale (causati dall’azione meccanica del cibo) e all’insorgenza di una gengivite evolutiva.

Trattamento

Non è detto che tutti i diastemi debbano essere richiusi mediante un intervento dentistico correttivo: al di fuori del disagio estetico, infatti, molti di questi non creano alcun danno patologico alla dentatura.
Spetta dunque al dentista decidere come procedere dinanzi ad un diastema.
Le opzioni sono:

  1. Conservare il diastema così com’è: scelta adeguata quando il solco tra i due incisivi non riflette una condizione morbosa e non crea disagio al paziente.
  2. Trattamento ortodontico per allineare i denti: questo intervento di prima linea per richiudere il diastema consiste nell’applicazione di un apparecchio, fisso o mobile, sui denti.
  3. Trattamento estetico con faccette in ceramica/porcellana
  4. Frenulectomia: riservata ai casi di diastema dipendenti da anomalie strutturali del frenulo gengivale.